E' realizzato in panno blu con decorazioni di passamaneria rossa. E' costituto da un corpino chiuso da bottoni di opercule, popolarmente chiamati Occhi di Santa Lucia. Un' ampia camicia bianca, variamente ornata con pizzi e ricami spunta dai pantaloni e dalle gonne, sostenute da un' alta fusciacca rossa. La gonna a pieghe è ricamata con motivi floreali, che ricordano la vegetazione degli antichi cortili del paese: rose e ortensie, ciclamini ed edera. Amorevolmente ricamati con maestria da ricamatrici locali anche sul fazzoletto ed il grembiule che completano il costume femminile. Coralli e filigrane sono i monili che arricchiscono variamente la mise e testimoniano le tappe fondamentali della vita come fidanzamenti, matrimoni, figli. A livello simbolico il colore blu dell' abito vuole rappresentare il mare, il rosso fa riferimento al corallo che è il bene più prezioso dei meravigliosi fondali sardi.

 

Circa una trentina di anni fa la sig. Franca Letteri Colombo, nell' ambito di una intensa attività sociale, che espletava come dirigente del Centro Culturale, promosse l' iniziativa di un attento studio del folklore sardo e in particolare delle danze popolari. La risposta dei teresini giovani e meno giovani fu entusiastica e non si limitò all' apprendimento delle tradizionali coreografie, ma sfociò nella costituzione del gruppo Lungoni, che ottenne, dopo un impegnativo e qualificato tirocinio con famosi musici sardi, di partecipare alle più importanti manifestazioni folkloristiche come la Sagra del Redentore a Nuoro, la Cavalcata Sarda a Sassari, la Sagra di S. Efisio a Cagliari. Il gruppo ha inoltre svolto un' importante promozione turistica del Paese non solo in Italia ma anche all' estero.